sabato 3 ottobre 2009

TRAVERSELLA (m 1.100): Normale al Primo Salto


Sabato 3 ottobre 2009

Io e Paolino l'Alpino

Ancora una volta meteo incerto solo il sabato...
Dopo il consueto assalto alla panetteria di fiducia per soddisfare i bisogni primari (cibo), siamo indecisi sulla destinazione.
Verso le Alpi Marittime il cielo sembra decisamente cupo e sta cominciando a piovere; imbocchiamo l'autostrada verso Torino: meteo permettendo, andremo a scoprire la Valchiusella, vicino ad Ivrea, altrimenti proseguiremo verso la Valle d'Aosta.
Optiamo per la prima ipotesi e puntiamo in direzione di Traversella, dove si trova un grande sito di arrampicata di bassa montagna.
Acquistiamo un paio di copie della guida presso un benzinaio, poi parcheggiamo sulla piazza del paese, ci prepariamo e raggiungiamo in circa 20' il Rifugio Bruno Piazza (m 1.050).
Proseguiamo verso il Settore delle Anime, il più remoto e tranquillo.
Attacchiamo il primo tiro della via Doppio Lustro (4b+):

Saliamo entrambi, ma ci fermiamo nello stesso punto, una placca che si fa quasi strapiombante, con rischio di rimetterci una caviglia su un terrazzino sottostante...
Alla faccia del 4b+...
Passiamo sotto ad altre vie, ma qui coi gradi non ci siamo proprio... Dico io: la gradazione delle vie è una convenzione per dare un'informazione allo scalatore circa le difficoltà che troverà lungo la via.
Per sua definizione, una convenzione è fatta per essere universalmente accettata e riconosciuta.
Ora, dare gradazioni visibilmente farlocche, fuori scala è un controsenso puro...
Scendiamo, abbiamo una mezza idea di andare alle Placche di Oriana, quando passiamo sotto ad una bella parete in placca, di gneiss scuro, quasi nero, costellato di spit.
Il nome alla base è Normale al Primo Salto (5b 100 m), che la guida classifica come 3c max...
Ci leghiamo, parto io lungo la placca del primo tiro (4c):
Roccia ottima e buon grip, in breve sono in catena e recupero Paolino:

La seconda lunghezza (5b) propone un passo non banale in partenza, poi si articola lungo belle placche lavorate.

Il terzo tiro (5a) mi vede attaccare una splendida scaglia ascendente verso sinistra, per lo più in dulfer:
Uno sguardo al socio che mi assicura:

Cade qualche gocciolina, ma non è pioggia vera, per oggi ci salviamo.
La Valchiusella:

Proseguo lungo placche lavorate e scaglie divertenti:

Paolino attacca il quarto tiro (5a/b), placca seguita da un camino leggermente aggettante:

Io mi lascio andare al feticismo:

Questa è storia:

Poco sotto il camino, una splendida catena chiusa attorno ad una clessidra:

Paolino fa capolino dalla sosta:

Quinta ed ultima lunghezza, prima placca facile:

Do un'occhiata ad un altro camino, decisamente strapiombante, ma si tratta di una variante più difficile:

Volgo allora a destra, rinvio una... radice e supero il risalto:

La via termina pochi metri sopra, dove Paolino mi raggiunge:

La sosta di uscita:

Bella via, siamo riusciti a non andarcene a mani vuote!
Scorcio sulla parete, dalla sommità:
Discesa attrezzata con corde fisse, pizza e focaccia alla base della via, un salto al rifugio di passaggio, poi a casa!

1 commento:

fulvio ferrario ha detto...

Cari climbing big-walls, ho ricominciato ad arrampicare dopo moltissimi anni di inattività e sono andato alcune volte con il mio socio, forte e determinato, a Traversella. Le prime due volte abbiamo fatto monotiri valutati 3a,b,c sui settori bassi. Ho trovato lunghissimo e l'ho attribuito all'inattività prolungata, all'età non precisamente verde ed ad un sovrappeso strutturale che sto cercando di combattere ferocemente.
La terza volta il mio socio mi ha convinto a provare la normale al primo salto che ho fatto da secondo sempre trovando veramente lungo.
Venerdì scorso siamo tornati ed abbiamo rifatto la normale, questa volta a tiri alterni. Ho condotto sul primo tiro, sul terzo e, visto che c'ero, sono partito da primo sul quarto. Arrivato al camino leggermente aggettante, mi sono mancate le mani in uscita ed ho fatto un volo lungo e pericoloso, riuscendo a rimediare solo una brutta distorsione ad una caviglia.
Forse devo smettere ma, per quanto io possa essere diventato una pippa totale, non capisco più nulla di gradi, di difficoltà dei singoli passaggi o di interi tiri e mi ricordo che, quando ero attivo, ho fatto da primo vie di montagna come
il Murari alla Bessanese, la cresta della Udine, la Est del Viso, lo spigolo del Sarezza, la cresta di Cima Mondini, la cresta di Rocca dell'Abisso e diverse altre senza mai trovarmi così in difficoltà. Da secondo, mi sono misurato con vie come la Diretta del banano, la Ottoz alla Piramide, la cresta di Rochefort (in conserva) al Dome(per citarne alcune). Le valutazioni di falesia e di montagna seguono gli stessi criteri usati a Traversella?
Se è così, credo che smetterò perchè per gli alpinisti del terzo grado come me non c'è più spazio. Poichè vi stimo molto, gradirei una vostra opinione.
Un caro saluto