sabato 14 ottobre 2017

CRETE de la TAILLANTE (m 3.197): Danse avec les Loups

Sabato 14 ottobre 2017
Io e Lollo

Il meteo ci regala una giornata incredibile, dal sapore quasi estivo a metò ottobre!
Io e Lollo siamo indecisi fino all'ultimo tra obiettivi tutti al di sopra dei Tremila metri... alla fine optiamo per una via particolare su una montagna molto particolare, la Taillante (m 3.197), con la sua Danse avec les Loups (5c   TD-   13L   600 m), via che ho in lista di attesa da diversi anni e che finalmente è il momento di saggiare.
12 tiri di placca su 13 totali.
Appuntamento alle 5,45 da Mario, Lollo è puntuale, colazione sul posto poi si parte alle 6,00.
Mi dirigo verso la Val Varaita, che risaliamo interamente, fino al Colle dell'Agnello (m 2.740), che chiuderà tra 3 giorni per l'inverno.
Arriviamo forse un po' presto, verso le 7,30; la temperatura è di 4°C, dopo salirà tantissimo e la parete è esposta a sud-ovest, quindi in ombra ancora per un bel po'...
Aspettiamo un po' in auto, poi ci muoviamo, ci prepariamo, lenti a contatto, materiale, corde e via verso il Col Vieux.
Il sentiero presenta tratti con interessanti interventi per contenere l'erosione del suolo (deformazione professionale):
Eccoci poi in vista della montagna e della sua incredibile parete sud-ovest, ancora in ombra:
La via:
Arriviamo all'attacco della via, segnalato dall'evidenza del diedro da cui parte la via, dal bastoncino da sci piantato a terra e dalle scritte:
Sono le 10,00 quando ci leghiamo e Lollo attacca il primo tiro, dove capiamo subito che i gradi proposti sono decisamente farlocchi... La relazione parla di 4a, mentre si tratta almeno di 4c o 5a, di cui ci si accorge specialmente quando si va in aderenza a 10 m dall'ultimo spit rinviato:

Ci alterniamo e passo davanti, il secondo tiro (4c) prosegue sulla falsariga del precedente, con protezioni distanziate e passi sempre in aderenza:
La sosta, dopo circa 50 m:
Intanto è arrivato il sole a scaldarci e fa subito decisamente caldo; Lollo mi raggiunge, invitandomi a rimanere davanti nel resto della via, se mi fa piacere...
Terzo tiro (5b): una decina di metri ancora vicino al diedrone, poi dopo uno spit inizio il lungo traverso a destra, in aderenza pura, con spit sempre lontani:
Lollo mi raggiunge, siamo d'accordo che da secondo salirà a bomba, il più velocemente possibile:
Quarto tiro (5c): traverso a destra, con passi delicati e spit molto distanti, fino alla sosta sullo spigolo estremo destro:
Quinto tiro (5c), stavolta forse gradato addirittura generosamente: cambio di stile, interrompiamo l'aderenza con le mani a spalmo e saliamo in verticale la parete leggermente strapiombante, per soli 7 o 8 metri, con buone prese e chiodatura sorprendentemente ravvicinata, in rapporto al resto della via (1 spit subito, un chiodo, un altro spit e addirittura una corda fissa!):
Salgo in pochi istanti, poi devio a destra fino a reperire la sosta nel diedro-canale:
Quando ci riuniamo in sosta, proseguo lungo il facile sesto tiro (3b), che sale lungo il colatoio che sor
monta la sosta, senza difficoltà.
Non trovo la sosta riportata in relazione, dopo 45 m... Per la verità, già da inizio via molti spit hanno la placchetta piegata da caduta pietre o valanghe, molti spit muovono; qui a un certo punto incontro 2 spit vicini entrambi tranciati di netto, sulla parete sinistra del diedrone...
Proseguo e quando le corde da 60 m finiscono, mi fermo a far sosta su un solo spit con cordino blu:
La settima (in realtà ottava) lunghezza (3c) si apre con una paretina a sinistra del colatoio da salire, per proseguire oltre nuovamente nel canale, che diventa un diedro aperto.
Il nono tiro è ancora lungo facili placche nei pressi del colatoio.
Proseguo nuovamente per quasi tutta la lunghezza delle corde, poi, dopo uno spit, mi porto a destra in piena placca, fino a due spit da collegare di sosta:
Il decimo tiro (5c) è di quelli che non si dimenticano: attacco le lisce placche che salgono ora in piena placconata, il primo spit è bello lungo, poi percorro uno dei più lunghi run-out che ricordi (free-solo a parte...) per raggiungere quello successivo, passando a metà strada per uno spit tranciato da qualche pietra...
Ormai siamo concordi nel considerare la via oggettivamente pericolosa: io non mi sono mai lamentato della chiodatura lunga o addirittura assente, ma dove è assolutamente impossibile integrare o proteggersi in altro modo (siamo su uno specchio di placche lisce...) lungo una via chiodata a spit non trovo alcun senso nel posizionarli a 15 m uno dall'altro...
Raggiungo la sosta con un sospirone di sollievo, poi recupero l'amico:
Nei tiri successivi la sostanza non cambia, ma fortunatamente le difficoltà calano un po' (5a e 4c):
Presto sono all'ultimo tiro, il 13-esimo, che mi porta a sbucare sulla cresta sommitale poco dopo le 15,00:
Trovo due spit da collegare e faccio salire Lollo:
Alla nostra sinistra, la lunga cresta da percorrere verso la Cima Sud, da cui potremo scendere lungo la delicata via Normale, cresta che costituisce in pratica una seconda via di giornata:
Il Lac Foreant, giù in basso:
Dietro di noi, a sud-est, il Re, il Monviso (m 3.841), incredibilmente pulito dalla neve:
Iniziamo, dopo aver sgranocchiato qualcosa: vado avanti io, procediamo in conserva protetta; lungo la cresta (per la verità solo nella prima parte) ci sono alcuni spit, altrimenti è facile posare qualche fettuccia su spuntone qua e là:
Verso ovest, gli Ecrins, con la Barre del Ecrins (m 4.102) e il Pelvoux (m 3.946) a farla da padroni:
Poco dopo la vetta della Taillante dobbiamo calarci in doppia per una ventina di metri, all'intaglio successivo:
Proseguiamo, mentre l'orologio corre, lungo la cresta, finalmente raggiungiamo la Cima Sud, da cui un'ultima foto in cima prelude alla discesa:
La discesa lungo la normale prevede la continua ricerca del percorso migliore, tra brevi disarrampicate, cenge detritiche a zig-zag e terreno che richiede sempre attenzione, data l'esposizione e la giacitura delle lastre calcaree, verso il basso...
Alla fine anche questa discesa trova il suo termine, quindi risaliamo verso il Col Vieux voltandoci spesso ad ammirare l'inconfondibile parete sud-ovest di questa montagna singolare, inondata di sole:
Giunti al parcheggio, una bella sorpresa: un signore francese, parcheggiato lì