giovedì 30 luglio 2015

PUNTA VENEZIA (m 3.095): Dimensione Quarto in solo

Giovedì 30 luglio 2015
Io
Il meteo permane buono, da giovedì pomeriggio peggiorerà.
Decido dunque di cogliere la palla al balzo, avendo anche promesso di portare mio padre in montagna...
Provo a cercare un socio per scalare, ma nulla per oggi. Pazienza.
Partenza alle 5,30; alle 7,00 siamo al Pian del Re (m 2.020).
Il tempo è abbastanza buono, ma occorre andare, più tardi potrebbe peggiorare.
Mio padre è già contento di assaporare gli 11°C che trova qui, per sfuggire al caldo terrificante di questa estate 2015.
Qui però ci dividiamo: lui andrà a farsi un giro verso il Colle della Gianna, io ho scelto di fare in solitaria una via di Fiorenzo Michelin, Dimensione Quarto (5a   D   13L   400 m) a Punta Venezia (m 3.095).
Salgo veloce lungo il Coulour del Porco basso, evito il traverso a sinistra a metà couloir e tiro dritto, dove credo passasse il vecchio sentiero, visto che poi dovrò attraversare tutta la pietraia.
Resto a destra, salendo, salgo un breve nevaio, poi piego a destra, salendo la parete erbosa incredibilmente pendente, tanto che devo afferrare ciuffi d'erba per tenermi in equilibrio!
Raggiungo l'attacco della via, poco prima che passino vicino a me due cordate, entrambe dirette alla Cresta Perotti (altra mia solitaria dello scorso anno).
Alle 8,45 attacco la via:
Nello zaino ho una mezza corda da 60 m, che resterà lì; indosso le scarpette, mi scatto una foto e via:
Pochi istanti dopo sono in sosta, impeccabilmente attrezzata:
Il secondo tiro si raddrizza, ma le difficoltà restano limitate:
La terza lunghezza (5a) propone i primi tratti di quinto grado, abbastanza esposti e che ovviamente mi richiedono tutta la concentrazione del caso:
Supero un bel diedro (5a):
In sosta (S4), con alle mie spalle il tratto che mi aspetta, con passaggi in placca di 5a, per condurmi alla base del camino che ricordo dalla prima salita:
Alle mie spalle, il grandioso colpo d'occhio sulla sequenza di satelliti che conducono al Re di Pietra:
La sosta alla base del camino che caratterizza il sesto tiro:
Il camino (5a), che supero in opposizione, con un paio di passi molto esposti ed un po' precari:
Le belle placche a sinistra che seguono l'uscita dal camino:
La valle Po alle mie spalle; per fortuna il tempo regge bene, per ora:
Settimo tiro (5a): supero una serie di torrioni ed uno sperone:
Dopo un paio di lunghezze più facili, con una serie di torrioncini da scalare, opero un traverso a sinistra su cengia e mi porto in un canale, oltre il quale attacca il decimo tiro (5a), prima con un tratto decisamente verticale:

Poi proseguendo su bellissime placche lavorate:
Il terreno si fa man mano più facile, fino ad uscire su una grande cengia, da cui posso ammirare il tratto finale:
Seguo l'evidente sperone, trovando ancora gli spit e qualche segno azzurro di Fiorenzo Michelin, l'apritore, prima di traversare a destra per un paio di metri e reperire l'ultimo tratto verticale, con il quale sbuco esattamente alla croce di vetta posta a 3.095 m di quota, che raggiungo così per l'ennesima volta:
Verso sud il bivacco posto poco sotto la cima, oggetto di recente restyling:
Ambiente grandioso, con la chilometrica cresta verso il Monviso (m 3.841):
Giro un breve video dalla cima:
video
Inizio la discesa lungo la Normale, verso il Coulour del Porco, incontrando vari escursionisti, gli ultimi dei quali decisamente in ritardo... sicuramente troppo tardi per vedere il panorama (la nebbia ha coperto tutto un'ora prima...) e pure rischiando di prendere un temporale in quota...
Ritrovo mio padre al Pian del Re e nel primissimo pomeriggio siamo già di ritorno a casa.

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