sabato 9 agosto 2008

TESTA AUTA del LAUSFER (m 2.587): Don Gino


Sabato 9 agosto 2008




Io e Paolino l'Alpino


Dopo le fatiche e le battaglie vissute nelle ultime uscite in alta quota, ho bisogno di riconciliarmi con la natura e di vivere la montagna con animo disteso e rilassato...
Il fido Paolino capisce alla perfezione e propone una via di cui si dice un gran bene, chiodata da Collino e soci, in zona santuario di Sant'Anna di Vinadio.
Passo a prenderlo alle 6,30, il meteo è splendido.
Meno di due ore dopo parcheggiamo presso lo Scoglio dell'Apparizione e ci prepariamo. Stavolta salgo leggero, già imbragato e con un piccolo zainetto in spalla.
Di fronte a noi, la Rocca di Colla Auta (m 2.350), dove lo scorso anno abbiamo salito la via Francesca:


Mentre raggiungiamo il lago di Sant'Anna, studiamo la Cresta Nord (V+ D- 195 m), interessante spunto per una visita futura.
Il lago è un gran bel posto; di fronte, in alto, la Testa Auta del Lausfer (m 2.587), la vetta che reggiungeremo scalando la via Don Gino (5a D- 250 m).



Il sentiero di avvicinamento è molto bello e bucolico e riconosco quasi subito l'anello che avevo compiuto oltre 20 anni fa con i miei genitori, in una delle rare camminate in montagna che ricordi. Oltre il lago di Sant'Anna, raggiungiamo il Passo Tesina (m 2.400), oltre il quale scorgiamo lo sperone da scalare.

Il sentiero è molto ben tracciato e segnalato:


Ecco il tracciato della nostra via, logico ed elegante:


In poco meno di un'ora siamo nei pressi dell'attacco:


Attacchiamo alle 10,00; ci leghiamo e parto io, uno spit rosso individua la partenza:

Come spesso accade, chissà perchè, i primi 3 spit sono fitti, ravvicinati, poi si distanziano anche oltre i 10 m...


La prima lunghezza (4c) è di quelle che ti fanno venire di salire, in pieno relax, una placca lavorata che sale lungo lo spigolo con gli appigli sempre dove servono, per 40 metri:


Un'immagine degna del miglior Rébuffat: due alpinisti sulla cresta, sospesi tra cielo e terra:


Il secondo tiro (4c) ci vede alternarci al comando, Paolino sale tranquillo, salvo notare immediatamente come gli spit siano piuttosto lontani... ma tant'è, su queste difficoltà ci può stare.

La roccia è veramente ottima, uno gneiss solo leggermente lichenato, molto compatto e sano:

Quindi salgo io, mentre lungo il sentiero sottostante continua a passare gente meravigliata dai due pazzi che si arrampicano lungo lo spigolo...



La terza lunghezza (4b) mi vede salire per altri 35 m senza difficoltà:


Poi assicuro Paolino:

é proprio la via che cercavo, da salire in pieno relax, col conforto di una giornata splendida...

Il quarto tiro (4a) prevede una paretina verticale molto appigliata, quindi un tratto di cresta divertente:


La percorro a mia volta, grande divertimento:


La quinta lunghezza (4b) è abbastanza particolare: percorro una decina di metri di una cresta affilatissima, tenendone il filo tra le mani, ottimamente assicurato da spit; mi trovo in cima al risalto appoggiato alla parete che vedevamo dal basso; ora traverso verso destra e mi porto alla base di una splendida placca alta una trentina di metri.

La placca:


Paolino, "crestista" doc:

Il sesto tiro, la placca tecnica (5a) tocca a Paolino: tutto bene, tranne l'ultimo spit prima di uscire in cengia, stranamente spostato sulla destra... Noi saliamo a sinistra, dove pare più logico e pulito dall'ottima opera di disgaggio della via:

Il settimo tiro (4a/b) non mi pone problemi: parto per una placca verticale fessurata, poi seguo un vago diedro...


ed esco dove la cresta si abbatte, tra rocce rotte e salti da superare:



Paolino non trova di meglio che... volare!
Sale tranquillo da secondo, si fida di un appoggio su roccia lichenata ed il piede scivola... nessun problema, in breve mi raggiunge:





La via termina con una cinquantina di metri che percorriamo in conserva, su facili gradoni:

fino alla vetta, che presenta una piccola croce in legno:

Autoscatto di vetta:

Visto che volevamo una via rilassante, non può certo mancare lo spuntino in cima:



Il tempo è bellissimo, è presto, non siamo per nulla stanchi, per cui decidiamo di scendere dal lato sud e di completare il bellissimo sentiero che percorre l'anello dei laghi di Sant'Anna, che avevo percorso forse 25 anni fa con i miei genitori...

Il percorso è disseminato di fortini e Paolino non riesce a mantenere la dignità...

1 commento:

Steve Ballmer ha detto...

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